Dicembre 1977. Mancavano pochi giorni al Natale. Mi portarono a vedere la vetrina di una piccola cartoleria che vendeva anche giocattoli, su lungarno Pacinotti, vicino al Caffè dell’Ussero. Rimasi affascinato da una Land Rover ambulanza bianca, con il lampeggiante e la scritta Croce rossa. La mamma si spostò dietro una tenda rossa, all’interno del negozio, e tornò dopo pochi minuti. “È andata a chiedere quel regalo per te”, mi dissero le mie sorelle. “Ma chi c’è dietro la tenda?”, chiesi loro. “La Befana, raccoglie le richieste dei bimbi”. Questo è il primo ricordo che ho di Pisa. Avevo solo quattro anni.

L’anno dopo, l’8 novembre 1978, un boato impressionante squarciò la quiete di una serata davanti alla tv. Ricordo che, seduti a tavola, dopo cena, guardavamo un film in bianco e nero con Walter Chiari. Il botto fu violentissimo. Vetri rotti dappertutto, da un estremo all’altro di via San Vito, dove abitavamo, adiacente la caserma della Guardia di finanza. Ci assalì una forte paura. Il giorno dopo, all’asilo, le suore non mi credettero quando dissi loro che avevano messo una bomba sotto casa mia.

Pochi mesi dopo rimasi impressionato dal vedere decine e decine di auto e motorini con le bandiere nerazzurre sventolanti, continui colpi di clacson e persone felici che gridavano dalle macchine sporgendosi dai finestrini abbassati. Era il 9 giugno 1979. Solo dopo qualche anno avrei compreso l’importanza di quella giornata. Il Pisa aveva riconquistato la serie B dopo una bellissima vittoria in trasferta a Pagani, e un gol entrato nella leggenda del mitico Giorgio Barbana.

Ho voluto ricordare questi tre momenti perché sono le prime tessere del puzzle della mia memoria rispetto alla città, dove non sono nato ma ho avuto la fortuna di crescere e formarmi. Il blog L’Arno.it nasce dall’amore verso Pisa, il Pisa e i pisani. Un amore cresciuto con il tempo e rafforzatosi nonostante la distanza. Dal 2002, infatti, vivo a Milano, dove mi sono trasferito per lavoro.

Quest’anno ho incontrato un gruppo di tifosi che, spinti dalla comune passione nerazzurra hanno deciso di fondare il club “Pisani al Nord”, che si ritrova per seguire insieme, in un pub di Milano, tutte le partite del Pisa. Nonostante la stagione negativa, conclusasi con la retrocessione, riscoprire tutta questa orgogliosa “pisanità” nel cuore di Milano, ha risvegliato in me la voglia di tornare a occuparmi di Pisa. Per questo ho deciso di lanciare L’Arno.it. Il nome, va da sé, è un omaggio a uno dei simboli indiscussi della città, il suo grande fiume. Che con i suoi splendidi 241 km è un simbolo, a dire il vero, di tutta la Toscana. Ma vuole essere anche un ricordo affettuoso verso il giornale su cui iniziai a scrivere, il periodico L’Arno, diretto da Vincenzo Lupo Berghini, grande cultore della bellezza e della storia di Pisa.

L’Arno.it sarà un blog di parte: pur non essendo vicino ad alcun partito o formazione politica, starà (sempre) al fianco dei pisani e della loro città. Cercheremo di raccontare storie e fatti, dalla cronaca allo sport, dalla cultura alla politica e all’economia, senza opinioni preconcette, cercando di essere obiettivi e consapevoli di non avere la verità in tasca. Pronti a offrire a tutti uno spazio di dialogo e di civile confronto.

Abbiamo deciso, inoltre, di imbarcarci in una missione cui teniamo molto: andare a trovare i pisani nel mondo, per raccontare le loro storie, i loro ricordi, le loro vite. Pisa è grande anche grazie a loro. E l’amore, anche a centinaia o migliaia di km di distanza, è sempre grandissimo.

3 Commenti

  1. Alberto di Pede Rispondi

    Buonasera.
    E’ commovente rileggere il nome dell’Arno.
    E’ stato il periodico per cui, giovane di belle speranze e aspirante giornalista (e tale sono rimasto), ho scritto qualche pezzo proprio nei primi tempi della sua fondazione.
    Ricordo il primo articolo, riguardante l’opera idraulica di Porta a Mare; ricordo le ricerche che feci e la fatica che durai. Internet era ben lontano da venire e si doveva ricorrere agli archivi, scavando nella polvere dei faldoni.
    Ma, quando dopo un duro lavoro, vidi il mio articolo pubblicato sul giornale, ebbi la sensazione di essere uscito sul più grande quotidiando nazionale.
    Non potrò mai dimenticare quel giorno.
    Bentornati.

    Alberto di Pede

  2. Orlando Sacchelli Rispondi

    Grazie per le sue belle parole e il suo ricordo, così emozionante e ricco di passione.
    Anch’io ho avuto il privilegio di poter collaborare con il periodico L’Arno, come ho voluto ricordare nel mio scritto.
    Tengo a precisare che il sito che ho creato (L”Arno.it/Pisani nel mondo) non ha la pretesa di definirsi l’erede di quella bella esperienza.
    Sarei molto felice, le confesso, se riuscissi a formare una bella squadra di collaboratori, proprio come fu in grado di fare chi ci ha preceduto, divenendo una grande palestra di giovani giornalisti. Ma l’età anagrafica non ci interessa.
    Proprio per questo, se lei volesse tornare a scrivere, sarà il benvenuto!
    Cari saluti, Orlando Sacchelli

  3. Accetto molto volentieri, anche se il mio sarà un modesto contributo.

Scrivi un commento