Alcuni giorni fa vi avevamo parlato della Testa di Lorenzini (leggi l’articolo), una scultura risalente all’epoca etrusca che lo Stato ha acquistato, esercitando il diritto di prelazione. La statua lascerà Volterra (Pisa), dove molto probabilmente è stata realizzata ed è rimasta per più di duemila anni, per essere accolta in un museo di Firenze.

“Il ‘sacco di Volterra’, seppur in modo strisciante, continua”, lamenta il sindaco di Volterra Marco Buselli commentando la decisione di trasferire la scultura. Per il primo cittadino di Volterra la scelta è “del tutto innaturale. Lo Stato, che ha esercitato il diritto di prelazione, avrebbe potuto e dovuto aprire un confronto con il territorio di provenienza dell’opera. Finché davvero i territori non verranno ascoltati, difficilmente verranno prese decisioni sagge. In questa vicenda ha vinto l’arroganza di qualche meandro della burocrazia ed il Ministero ha perso un’occasione per dare valore ai territori. Meraviglia che la comunità scientifica resti in silenzio. Ringrazio chi, come me, ha provato a rimediare a questa ingiustizia, purtroppo senza riuscirci”.

Realizzata in marmo delle Apuane, la statua risale al periodo etrusco tardo-arcaica (tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C.) ed è considerata una delle più importanti testimonianze scultoree dell’Etruria.

Non poteva essere lasciata dov’è sempre stata? Se non vi fossero stati musei adeguati la scelta di portarla a Firenze (o in altra città) avrebbe avuto senso. Ma in questo modo la decisione appare un vero e proprio scippo.

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