Il secondo appuntamento del XII Festival Internazionale Fanny Mendelsshon si è svolto il 4 Aprile al Museo Piaggio di Pontedera ed ha ospitato l’Orchestra Città di Grosseto che ricordiamo aver incontrato già nella precedente edizione, questa volta affiancata nella prima parte del concerto dalla giovanissima violinista taiwanese Estelle Chen. La direttrice artistica Sandra Landini ha presentato la serata ribadendo l’importanza del progetto musicale che l’associazione Mendelsshon si prefigge quest’anno e che vedrà unire giovani talenti emergenti accanto ad affermati professionisti di fama internazionale.
Nel concerto “Turkish” in La maggiore KV 219 di Mozart, il primo violino della Chen si è inserito con delicatezza nell’esibizione dei ventitre orchestrali, magistralmente guidati da Raffaele Livio Ponti, celebre direttore d’orchestra italo americano. Nei tre andamenti musicali mozartiani la giovane Estelle, con la sua figura elegante e minuta, ci ha regalato una magica interpretazione di assoli. Il movimento delle braccia e delle dita veloci sulle corde del violino, ha suscitato un caloroso consenso del pubblico che ha applaudito l’ottima tecnica, l’intonazione e la buona tenuta del suono.

La seconda parte della serata è proseguita con l’introduzione di un nuovo strumento in orchestra, il fagotto, e con l’esecuzione della sinfonia Presto e Adagio di Haydn, più conosciuta come “Sinfonia degli addii”. E’ detta così perché nel 1772 eseguendo l’adagio finale i musicisti a turno smisero di suonare, spensero la candela del loro leggio e lasciarono la sala.
L’esibizione fu portata a termine solo da due violini con sordina suonati dallo stesso compositore austriaco e dal primo violino, l’italiano Luigi Tomasini. Pare che i musicisti fossero minacciati di riduzione del salario da parte del principe Esterhazy, mecenate di Haydn, e che non potessero usufruire di una piccola vacanza, motivi per cui inscenarono questa protesta proprio in occasione della prima esibizione dell’opera.

Il maestro Ponti ha replicato la celebre contestazione con una piccola e simpatica nota di colore, tra il mormorio della sala, esibendo a più riprese un cartellino rosso durante la direzione dell’orchestra così da fare uscire silenziosamente i musicisti un po’ alla volta fino a che sono rimasti soltanto i due violini come la storia ci racconta. È inutile sottolineare il successo della performance arricchito da questa curiosa vicenda risalente al 700, meritevole di copiosi applausi per l’Orchestra tutta, tornata sul palco per i saluti. La meravigliosa serata si è conclusa con una dolce degustazione allestita in uno degli spazi del museo Piaggio, momento in cui si è soliti conversare e bere un buon calice anche in compagnia degli artisti.
Il prossimo atteso appuntamento è in calendario per domenica 13 aprile presso la dimora storica dell’800 Villa Alta, a San Giuliano Terme.
Marina Sacchelli